La storia della Calabria nei volti della sua gente

Il racconto della Calabria che ci è offerto negli scatti del fotografo Raffaele Montepaone è un racconto di volti, di mani, di rughe e di espressioni. Storie scolpite nei corpi delle persone ritratte, che più di qualsiasi paesaggio raccontano questo straordinario lembo di terra.

http://www.raffaelemontepaone.it/

Annunci

Informazioni su Fools Journal

Magazine di cultura, letteratura, fotografia, arte, moda, queer life, eventi, musica, cinema, attualità. Email: foolsjournal@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in fotografia, viaggi e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

5 risposte a La storia della Calabria nei volti della sua gente

  1. Lidia Zitara ha detto:

    Sono obbligata a rispondere. Violentemente obbligata a rispondere.
    Sono balle. Le foto sono senza dubbio belle, e non discuto nè del contenuto nè della forma. Ma è l’ennesima proposta di una visione della Calabria retrograda e affamata, miseranda e vecchia.
    La Calabria non è davvero così, magari fosse così, per certi versi, perchè quello che viene raffigurato in queste foto è quasi completamente perduto, sepolto dalla modernità (il che non significa “meglio”), esattamente come nel resto d’Italia.
    Io per fare foto così devo minimo minimo fore qualche ora di macchina per buttarmi in qualche borgo dell’alto cosentino e appostare le vecchie “maddamme” con il teleobiettivo, seminascosta o mimetizzata in qualche maniera.
    Foto di questo genere ne ricordo di bellissime, ma sono tragicamente inflazionate.
    Ritraggono relitti di una società che non esiste più, esposta come fosse la normalità quotidiana. C’è più gente tamarra, con la Volvo e il Suv, che non vecchie signore con il grembiule e i capelli legati a crocchia.
    Direi che è davvero ora di finirla con questi squallidi luoghi comuni, e con queste definizioni della Calabria come straordinario “lembo di terra”, come se fossimo in qualche sperduta isola oceanica senza acqua corrente e luce elettrica.
    La dignità ad una terra che è stata deprivata di storia, possibilità, economia, rispetto, non si restituisce con delle foto che ne mostrano il carattere folkloristico/kitsch da turismo consumista.

    Questa non è la Calabria, è un geroglifico sociale colto nella sua straordinarietà. Ciò che mi fa arrabbiare non sono le foto in sè, ma il fatto che siano considerate rappresentative di una regione.
    Non lo sono, stavolta l’appellativo “fool” assume il più deteriore dei suoi significati.

  2. Fools Journal ha detto:

    Cara Lidia, grazie per il tuo lungo commento anche se – a tratti – fuori luogo. Questa Calabria che vedi è quella che il fotografo ha scelto di ritrarre: ovviamente non è solo questa, ma è ANCHE questa. O, per lo meno, lo è stata. Lo vedi il termine “storia”? Perché non raccontarla? Perché la consideri “affamata”? Le persone che vedi non sono dignitose?

    Poi, “lembo di terra”: siamo tutti un lembo di terra, in qualsiasi parte del mondo siamo. Lo sono le isole oceaniche, esattamente come la Calabria, come il Trentino, come un quartiere di una qualsiasi megalopoli o la realtà di un paesino sperduto della Siberia. Siamo tutte isole, lo siamo noi persone in primis, lo sei anche tu, come me.

    Ancora: luoghi comuni. Secondo il mio avviso, è più un cliché scagliarsi contro i luoghi comuni piuttosto che ammettere candidamente che…esistono. Culture, tradizioni, usi, caratterizzano una terra. Non la raccontano pienamente, ma ne evidenziano le peculiarità. Ciò non toglie dignità a nessuno e il fatto che tu la veda così, beh, è triste.

    Concordo invece sul fatto che la dignità della Calabria sia stata deprivata di storia, possibilità, economia, rispetto. Ma non sono certo queste foto il motivo. Ne raccontano solo un aspetto che – sottolineo – esiste. Inutile, infatti, che ti racconti delle mie origini calabresi. Sembrerei più “fool” del tuo commento.

  3. cara Lidia, oltre ad essere fuori luogo il tuo mi sembra più un reflusso da frustrazione……….io non mi sarei mai permesso di lasciare un commento cosi sotto nessuna opera di un qualsiasi autore che ha deciso invece di andare locali locali per spendere la sua vita, di andare a raccogliere uin documento di una popolazione che (come hai detto tu ) sta cessando di esistere lasciando posto a questa squallida società fatta di consumismo e frenesia!!! detto questo ti posso garantire che dietro questo mio lavoro che dura ormai da anni non c’è il solo fotografare delle realtà in via di “estinzione”, ma di ascoltare le storie che ognuna di queste persone ha da raccontare, la vita!!
    e chissà, magari un giorno raccogliere tutto e lasciare ai posteri il ricordo di quello che tu sicuramente non apprezzi anche vivendolo……….perchè sappi che che ci sono persone come me che vanno alla ricerca di questi libri che chi mi ha preceduto ha fatto prima…….ti auguro una bellissima giornata

  4. poi vedo che sei anche una giornalista……… mah

  5. sappi che i GIORNALISTI mi contattano per sapere cosa faccio, le mie foto/gallery sono pubblicate un pò dappertutto proprio e solo per quello che sto facendo!!!
    “Ciao Raffaele,
    mi chiamo francesca e mi piacciono molto i tuoi scatti!
    Vorrei sapere ed eventualmente conoscere titoli di tue pubblicazioni o libri fotografici in commercio.”
    “Ciao Raffaele,
    sono Pasquale di Nicotera ma vivo a Berlino da più di 5 anni. Ti scrivo giusto due righe per complimentarmi con te per le tue foto. Stavo leggendo repubblica.it e ho visto il tuo reportage sulla Calabria, già queste foto le ho trovate belle. Poi incuriosito ho guardato il tuo sito e devo rinnovare i miei complimenti per il tuo lavoro.”
    “Marco Vinicio Olla
    Gentile Raffaele, scrivo su questa foto dopo aver ammirato l’intera sequenza. Sebbene alcune siano favorite, tutte sono incredibilmente meritevoli. Ti prego continua. Hai uno stile unico, come unica è la tua terra e i suoi abitanti, personaggi e attori di prim’ordine se immortalati da un animo artistico.”
    queste sono solo alcune delle mail che mi arrivano frequentemente…….
    devo essere sincero non sò proprio che dire 🙂
    ringrazio chi ha voluto condividere anche qui il mio lavoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...