“Licenza di Tortura”: le vittime delle forze dell’ordine ritratte da Claudia Guido

Ilaria Cucchi

Ilaria Cucchi

Claudia Guido è una fotografa ritrattista di Padova, la quale ha deciso di dedicare un intero lavoro alle vittime di abusi da parte delle forze dell’ordine. Attraverso venti ritratti, in una serie dal titolo “Licenza di Tortura“, ha raccontato undici storie di abusi e di tortura: storie famose, storie drammatiche, che focalizzano l’attenzione sulla mancanza del reato di tortura in Italia. Gli scatti ritraggono i familiari delle vittime di abusi o in tre casi i sopravvissuti agli abusi: Luciano Isidro Diaz, Stefano Gugliotta, Paolo Scaroni, le famiglie di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Aldo Bianzino, Riccardo Rasman, Carlo Giuliani, Franco Mastrogiovanni,  Michele Ferrulli. Abbiamo fatto alcune domande a Claudia, mentre le foto – che stanno viaggiando per l’Italia in mostre itineranti – parlano da sole.

Heidi Giuliani

Heidi Giuliani

Qual è la motivazione che ti ha spinto a trattare questo tema?
Il non farsi bastare l’indignazione. Ho scoperto cosa era accaduto a queste famiglie e non ho potuto stare ferma a guardare.

È stato difficile approcciare i “sopravvissuti”?
Dipende. È stato molto facile l’approccio: io volevo aiutarli e loro hanno capito subito. Quello che non avevo previsto è che avrei potuto legare molto con alcuni di loro. Così è successo, e questo ha complicato tutto. Non è facile, per niente, perché quando qualcuno/qualcosa li fa stare male (ancora), li fa piangere, li fa crollare, ecco tu non puoi fare più di quello che stai già facendo.

Gli scatti, molto intensi proprio grazie alla totale mancanza di drammatizzazione, sembrano raccontare le storie delle vittime più di mille parole. Come sei arrivata a capire che la forma migliore per raccontarle fosse il ritratto?
Concentro da anni la mia ricerca nella ritrattistica, quindi non ho preso in considerazione niente di diverso. Inoltre, quando ho visto per la prima volta i genitori di Federico Aldrovandi, ho pensato che i loro occhi avessero così tanto da raccontare che non serviva aggiungere altro.

Credi che amplierai il progetto, raccontando altre storie?
Ci ho pensato, è una cosa che potrei fare tra qualche anno. Ora è tempo di nuovi progetti.

http://www.licenzaditortura.it/
Articolo di Daniele Messina

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14 risposte a “Licenza di Tortura”: le vittime delle forze dell’ordine ritratte da Claudia Guido

  1. Daniel Saintcall ha detto:

    Questo è davvero un bellissimo progetto per fare in modo che noi possiamo sapere cosa è successo a queste persone . Queste persone hanno fatto questa cosa e non si sono vergognati di farlo .

  2. incostantericerca ha detto:

    Progetto molto interessante, soprattutto per la scelta di non enfatizzare con le foto la “licenza di tortura”

  3. Fran ha detto:

    Bello. Piace anche a me la mancanza di drammatizzazione nelle foto. Quegli sguardi dicono molto di più di qualsiasi altra cosa…

  4. cartaresistente ha detto:

    Tema difficile e coraggioso.

  5. francesco ha detto:

    Qualsiasi iniziativa è sempre valida se tende a mettere in risalto diritti negati e abusi da chi dovrebbe invece garantirli, tutelarli, preservarli. La lotta civile della famiglia Aldrovandi, che io ho seguito negli anni, ne è un esempio, esempio che onora il nostro essere “cittadini” Italiani, del mondo. L’amore di Lino e Patrizia ha fatto da solco per tracciare la linea sulla quale tutti dovrebbero essere, quella della giustizia, della fiducia nelle istituzioni.

  6. Ambretta ha detto:

    A questa presa di coscienza dovrebbe far seguito una petizione, con raccolta di firme, per la richiesta dell’istituzione del REATO DI TORTURA, non solo nei confronti degli esseri umani ma anche nei confronti degli animali. Un paese che consente la tortura su esseri indifesi e la lascia impunita, non è un paese civile!!!

  7. Giulia ha detto:

    mi piace molto .. sei molto brava ..
    .. abbiamo un’associazione culturale zona Milano Sud dove organizziamo gia’ mostre pittoriche o fotografiche a cui diamo spazio gratuitamente per circa 1 mese ..Sarebbe interessante riuscire ad avere i tuoi scatti .. magari riuscendo ad organizzare una serata inerente .. se sei interessata ti prego di contattarmi — grazie molte

  8. HOLAMIGOS ha detto:

    peccato che Amnesty International non intervenga energicamente per segnalare questi terribili casi di torture ed uccisioni da parte delle forze dell’ordine, vuoi vedere che di queste cose lo stato vieta di parlarne…? grande mancanza di liberta’ ,e di infirmazione

  9. sweetamber ha detto:

    Potente, davvero. Gli sguardi di queste persone che hanno perso qualcuno che amavano per motivi futili e ignoranti hanno una forza e una dignità (ma anche una rabbia) che non necessitano di altro per esprimersi, se non dell’obiettivo della macchina fotografica.

  10. cavallogolooso ha detto:

    mi piace soprattutto l’idea. Ma quando, senza spiegazione, non vedi nulla… allora non sono tanto d’accordo sulla scelta. Potrebbero essere degli sguardi alla “cazzo vuoi?” … e quindi non vedo centrato perfettamente l’obiettivo. Però l’idea è molto bella e se raccolte in volume o in una mostra fanno il loro lavoro.

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