“You are what you ride”: la divertente serie di Romain Bourdieux e Thomas Pomarelle

You Are What You Ride“: sei quello che pedali. In base a questo semplicissimo presupposto, i designer francesci Romain Bourdieux e Thomas Pomarelle hanno realizzato una serie di illustrazioni grafiche molto divertenti e creative in cui definiscono i tipi di persone che utilizzano determinati modelli di biciclette? Vi ritrovate in qualcuno di essi? A voi la scelta!

http://www.cyclemon.com/

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5 risposte a “You are what you ride”: la divertente serie di Romain Bourdieux e Thomas Pomarelle

  1. Lidia Zitara ha detto:

    Sono una cougar. Che vuol dire?
    Interessante il lessico usato. Gangsta per “gangter”, giusto? Quindi c’è anche una sovrapposizione linguistica e sociologica. Ad esempio l’hipster. oggi con hipster si intende qualcosa di totalmente diverso, nell’aspetto, nel modo, nella genesi, di ciò che era l’hipster originale, di cui norman Mailer diede un ritratto più che preciso.

    • Fools Journal ha detto:

      Esatto, c’è una sovrapposizione linguistica e sociologica. Ad esempio, l’abuso del termine “hipster” nel mondo contemporaneo è una delle cose che meno comprendo, da vero amante della beat generation quale sono. “Gangsta” sarebbe gangster, sì, invece per “cougar” si intende una donna che cerca “relazioni sessuali” con uomini più giovani!

      • Lidia Zitara ha detto:

        Dopo essermi a fatica ripresa dall’attribuzione di tale infamante classificazione, mi viene da pensare, anche in base alla tua risposta, che i due artisti abbiano voluto non solo proporre una rivisitazione ludica di certi concetti estetici (i toni color pastello, i tratti fumettistici, lo sfondo sagomato come in un fondale da marionette, ma anche proporre una riflessione sociologica su come classifichiamo mentalmente le persone in base alle loro abitudini, e anche alla loro provenienza.
        Ad esempio “fake” mostra un salotto con tende ampie, da “upper class”, e “gangsta” una pompa eolica tipica degli stati centrali.
        E via dicendo.
        Tra l’altro rivela molto su del modo di pensare statunitense, e il fatto che sia stata scelta una bici per questo “gioco” non credo sia casuale. Essendo diventata simbolo di quella che si chiama “mobilità dolce”, ma rimanendo pervicacemente attaccata ad un passato di glorie sportive, ed essendo proiettata nel futuro tecnologico.

        Insomma, il giochino va più in là di ciò che sembra.

      • Fools Journal ha detto:

        Esatto, ottima interpretazione. Tra un intento ludico (gli aggettivi fanno sorridere) e sociologico (le nostre categorie mentali e il modo in cui – superficialmente – giudichiamo le persone).

  2. scassandralverde ha detto:

    Perchè non ci fanno una bella linea di borsoni da bici ? Le mettono su indiegogo e secondo me fanno il BOTTO ! Uff, perchè non sono nata in una famiglia ricca ? Avrei sovvenzionato solo cose così !!!

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