I cavalli mutilati di Cattelan

Tempo fa aveva annunciato il suo ritiro dalle scene, ma con un coup de théâtre è tornato in azione. Stiamo parlando di Maurizio Cattelan e della sua nuova opera, “Kaputt“, esposta alla Fondazione Beyeler di Basilea e che in realtà è una riproposizione – arricchita – di una sua stessa opera. Nel 2007, infatti, l’artista aveva dato vita ad “Untitled”: un cavallo imbalsamato, conficcato nel muro e privo di testa. Per “Kaputt”, i cavalli sono diventati 5 e il senso dell’opera ci viene spiegato direttamente da Francesco Bonami, critico d’arte, durante nella conferenza stampa di presentazione del lavoro di Cattelan: “I cinque cavalli sono in qualche modo diversi dai singoli cavalli che Cattelan ha presentato in passato. Il cavallo solitario è una sorta di tentativo di fuggire la solitudine, sensazione che l’artista sta combattendo costantemente. Il salto, lo sforzo è delirante eppure eroico. I cinque cavalli trasformano invece l’illusione in panico, fuggono in una fuga precipitosa e lo sforzo individuale è una folla febbrile. Si tratta di un esodo quello a cui stiamo assistendo, non ad una ricerca di libertà. Come i cavalli di Malaparte in Finlandia che scappano dal lago ghiacciato, i cavalli di Cattelan non cercano la libertà, ma la sopravvivenza“.

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3 risposte a I cavalli mutilati di Cattelan

  1. Viaggiando con Bea ha detto:

    Scusa, ma è veramente inquietante!!
    Bea

  2. fabrizio ceciliani ha detto:

    Francamente, a me pare una gran cacata. Come molte altre “opere” di Cattelan del resto…

  3. cavallogolooso ha detto:

    L’ha ribloggato su Depresso Gioiosoe ha commentato:
    a me Cattelan di solito fa cagare il cazzo. Però questa volta (e non so QUANDO abbia preparato tutto questo) posso dire che anni fa ho visto fare la stessa cosa (ma simpaticamente) ad Anna Laura Cantone… e lo faceva con i suoi cavalli (ed ippopotami, elefanti ecc) di carta pesta. I culi appesi, si. E nella stanza attigua le teste.

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