I ritratti dei soldati prima, durante e dopo la guerra

Cosa succede quando si va in guerra? Cosa cambia psicologicamente dentro di noi? E ci sono anche dei cambiamenti fisici? Esiste molta letteratura a riguardo, che dimostra e testimonia la difficoltà, per i soldati, di tornare a vivere una vita senza “ombre” dal passato. La fotografa Lalage Snow, che si trova attualmente a Kabul, ha cercato di rispondere a queste domande portando a termine un progetto visivo lungo 8 mesi, in cui ha ritratto decine di soldati inglesi prima, durante e dopo il loro servizio in guerra in Afghanistan. I ritratti finali, che sono la giustapposizione di tre singole foto, mostrano in maniera evidente i cambiamenti fisici dei soldati: non solo il colore della pelle, magari per molto tempo esposta al sole, e un evidente dimagrimento, ma soprattutto quelle “ombre”, uno sguardo diverso, velato da qualcosa di molto forte che hanno visto e vissuto. La serie si intitola We Are The Not Dead e ha come scopo dare volto e voce a questi soldati: spesso, infatti, si cerca di annegare le loro voci, di ridurre i problemi psicologici derivanti dall’esperienza in guerra che si riflettono poi sulla vita privata, sociale e lavorativa, e dar loro modo di spiegare cosa realmente significhi, cosa realmente sentono e tentare, lentamente, una guarigione.

http://lalagesnow.com/
di Daniele Messina

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12 risposte a I ritratti dei soldati prima, durante e dopo la guerra

  1. I Miei Mostrini ha detto:

    Fanno riflettere…

  2. E’ impressionante come cambi lo sguardo dopo la guerra….

  3. L. ha detto:

    gli occhi, nelle ultime foto, fanno davvero paura…

  4. thoughtsatwalks ha detto:

    Idea geniale e risultato molto interessante

  5. hahlbrock serena ha detto:

    Diventare assassini autorizzati , non e” una cosa tanto leggera da prendere,mi chiedo solo se tutto questo e” davvero necessario, si combatte per CHI, per che COSA….??????!!!!!!!!!!!!!!!, il fine di tutto e” sempre il denaro, potere di arrivare dove cosa si guadagna davvero in tutto questo??!!!!!
    Perche” questi ragazzi si sottopongono ad una tortura volontaria, nessuno e” costretto a fare niente, mi dispiace davvero tanto per loro, ……….la decisione di fare la guerra , di combattere contro un ipotetico nemico, che a sua volta viene comandato …..a che serve???……….Il gioco del Monopoli lo conoscete tutti credo, comunque il suo scopo e” di comprare di diventare il padrone assoluto di beni immobili, proprieta e tanto denare…..ma se alla fine del gioco hai vinto la partita, tutto cio che resta da fare e” rimettere tutte quelle proprieta” denaro e averi, tutto dinuovo dentro la scatola….. allora devi chiederti ne vale davvero la pena???????????? Ciao!

  6. lunetta231 ha detto:

    Reblogged this on Eleonora B and commented:
    Grazie all’autore!!

  7. hate ha detto:

    lo hanno scelto loro. e se i loro occhi hanno visto brutte cose le loro braccia hanno ucciso altri esseri umani. no mercy

  8. scassandralverde ha detto:

    mica tanto Fool questo Journal.

  9. stileminimo ha detto:

    Non ci sono parole… dicono tutto.

  10. NeuroComScience ha detto:

    E’ possibile che un’emozione negativa cambi indelebilmente un volto? E’ possibile dimostrarlo?
    Cosa si può evidenziare tramite le tecnica di analisi facciale (facial action coding system-FACS)?
    La guerra come evento traumatico è sicuramente un frangente nel quale un soggetto sottoposto ad un enorme stress emotivo, prova una serie di emozioni quali rabbia, paura, tristezza e per un tempo più o meno prolungato.
    Prendendo, dunque, in esame lo stato d’animo che può attecchire nell’animo prima, dopo e durante un evento bellico, abbiamo analizzato due singolari raccolte fotografiche alla ricerca di una risposta.
    La guerra lascia segni indelebili in chi l’ha combattuta?
    il linguaggio non verbale in questo caso del volto potrebbe rivelare più delle parole.
    http://neurocomscience.blogspot.it/2013/09/ritratti-prima-durante-e-dopo-la-guerra.html

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