Getting to know…Pierpaolo Lauriola

Fare musica indipendente, di questi tempi, è cosa difficile. Ciò non presuppone, però, che non esista più. Anzi, c’è un intero esercito di giovani pronti a dimostrare di avere qualcosa da dire. Pierpaolo Lauriola è uno di loro, ed ha appena pubblicato Polvere., un album composto da otto canzoni che indagano, intimamente, la biografia dell’artista e la voglia di rinascita. Disponibile sui maggiori distributori di musica digitale, è possibile ascoltarlo anche sul suo sito internet (www.pierpaololauriola.it). Lo abbiamo incontrato e ci ha concesso una breve intervista. Per il resto, c’è la sua musica.

“Polvere.”, il tuo nuovo album, è un concentrato di melodie malinconiche abbinate, però, a messaggi positivi, di rinascita. Come è nato e come ha preso forma?
“Polvere.” è un album che contiene canzoni suonate e scritte negli ultimi vent’anni. Queste composizioni si sono fermate per prendere una nuova forma e diventare altro. Non è detto che questa veste sia quella definitiva. Al contrario, mi piacerebbe far crescere questa musica e vorrei che le canzoni contenute in “Polvere.” diventassero più adulte. “Polvere.” è un album che mi piace definirlo come “un amichevole schiaffo”. Ma è anche “un album biologico” perché colpisce e cattura l’attenzione verso quella musica che hai dentro messa a nudo senza manomissioni ed effetti speciali. Perché è forte nel trattare temi intimi. Dentro c’è l’acustico e l’elettrico, è un album che sa già di passato ma contiene elementi del presente, è come se ci fosse un modo di sognare e vivere il tempo senza freni e sono felice che sia così nudo. Non è proprio “perfetto”, ma ha intensità, intimità, genuinità. Delle aperture. Ed è quello che stavo cercando in questo momento. “Polvere.” è biologico come chi coltiva un giardino e raccoglie i frutti e li regala agli amici e conoscenti.

Sei un musicista indipendente. Cosa significa oggi essere “indipendenti” in un mercato in cui, sappiamo, c’è crisi, non è facile emergere ed è difficile che le grandi case discografiche possano investire sui giovani?
L’autoproduzione impone dei sacrifici e dei rischi. Ma come artista ti dà anche la possibilità di essere libero di poter curare tutti gli aspetti produttivi. Curando in prima persona molti degli elementi dell’opera e dell’intero progetto. Il rischio è avere meno canali di distribuzione, minore visibilità e più difficoltà nel far veicolare il proprio materiale sonoro a chi vorresti. Detto questo si guadagna in genuinità musicale. La storia è piena di esempi in questa direzione. Uno dei primi 45 giri di Rino Gaetano fu pubblicato dalla Produttori Associati. Anche se quel disco non uscì mai sul mercato. Qualche anno dopo Rino Gaetano riuscì a pubblicare “I love you Maryanne” e “Jaqueline” grazie alla RosveMon, acronimo che sta per le iniziali di Aurelio Rossitto, Antonello Venditti, Piero Montanati. Anche se utilizzò lo pseudonimo di Kammamuri’s. Di esempi di produzioni diverse da quelle canoniche con un grande editore alle spalle ce ne sono tante. I talenti non mancano. Le nuove idee non mancano. C’è tanta bellezza. Forse c’è un meccanismo ricettivo da parte degli addetti ai lavori che non ha nessun interesse o non riesce a recepire il bello e a renderlo visibile. Si fa difficoltà a creare carriere e storie sopratutto se si rifugge dagli attuali schemi dei Talent. Mi chiedo, ma oggi una band come i Pink floyd sarebbe indipenderete o ci sarebbe un meccanismo discografico ed editoriale ricettivo capace di esplorarlo a dovere?

Cosa significa, per te, creare musica e cantare?
Suonare, Cantare, scrivere musica vuol dire anche scoprirsi e scoprire. La musica, in particolare quella di tipo cantautorale, con un attenzione particolare sia alla musica che al testo,  si colloca come collante tra il suono e la parola. Dove la parola trova un prato di note e un modo di raccontare questo tempo che ci scorre sotto. Quindi fare musica è un buon equilibrio tra esercizio, spontaneità, curiosità, e urgenza nel raccontare. Fare musica è comunicazione. Forse anche altre cose. Ma qui, ognuno troverà il suo spazio per aggiungerle. E far nascere magari un genere musicale diverso con urgenze diverse.

Parlaci dei tuoi progetti futuri e dove sarà possibile ascoltarti live!
 L’8 Novembre ci sarà la presentazione di “polvere.” alle Scimmie a Milano. Sarà anche l’occasione per dividere il palco con degli amici. I Pliskin, che sono la band con cui nel 2009 ho fatto l’album “Quando Arriva La Sera” e gli Jana’s. Il mio album si può ascoltare in streaming sul sito: www.pierpaololauriola.it ed è acquistabile su iTunes, Amazon e sui portali dei maggiorni distributori di musica digitale.

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