Intervista allo street artist sardo Manu Invisible

Poco più che ventenne, sardo e con un bagaglio artistico che si porta dentro sin da quando era bambino: Manu Invisible, giovane promettente street artist con cui Fools Journal ha deciso di chiacchierare per indagare un po’ nel mondo dei writers e scoprire le aspirazioni e i percorsi dei giovani artisti. Nonostante la sua giovane età, ha già esposto al NAC – Nucleo Arte Contemporanea di Cagliari con la personale “Infiammazioni oculari”, ha partecipato all’evento “Museum Guerrilla” presso il Lazzaretto di Cagliari e alla collettiva “Street Art a Cagliari: dalla strada a Palazzo Regio”. Trasferitosi a Milano, collabora con diverse crew e ha già realizzato dei lavori per il capoluogo lombardo e Barcellona. Il suo ambiente ideale? La strada, e qualche facciata da colorare. Ecco l’intervista.

Come e quando è nata la tua passione per la street art, le arti visive e le nuove sperimentazioni?
Mi ricordo ancora oggi che quando avevo circa 3 anni mia madre mi faceva disegnare Batman e mi faceva addormentare con le favole dei paperi pittori, credo da sempre, è una cosa che mi porto proprio dentro di me.

Cosa significa, per te, creare arte? Fare graffiti, murales, disegnare?
Per me esprimere ciò che penso, ma soprattutto quello che voglio che gli altri pensino, è un obiettivo concreto, una soddisfazione che solo tramite la mia arte riesco a concretizzare.

Sei di Cagliari ma ti sei trasferito a Milano. Quanto hanno influito le tue origini – e l’ambiente artistico sardo – sulla tua arte, sulle tue ispirazioni? E da quando sei a Milano, è cambiato qualcosa nel tuo processo creativo?
Sicuramente avendo un lungo background passato nel mio paese, ho alle spalle un bagaglio artistico molto vario, poiché provengo da un paese meta di muralisti e artisti da tutto il mondo. Dopo, venuto a Milano ho capito molte cose, e ho riflettuto tanto sul fatto che questa città mi abbia e mi stia tutt’ora temprando l’animo e il ritmo di vita.

Sei molto giovane eppure hai già diverse esperienze importanti, come la personale al “NAC” di Cagliari. Qual è la situazione attuale della street art in Sardegna?
In Sardegna c’è sempre stata una grande scena di street art, molto sviluppata, io conoscendo i principali esponenti di quel movimento, ho stretto amicizia con loro tra una birra e i vagabondaggi notturni.

Cosa utilizzi per creare le tue opere? E c’è qualcosa o qualcuno che prediligi disegnare?
Uso principalmente tecnica mista, ma ci tengo sempre a realizzare tutti i lavori compresi quelli su supporto, con lo spray usato a mano libera, senza l’ausilio di nient’altro. Amo disegnare anziani, paesaggi, fiori, personaggi strani ispirati a quelli dell’immaginario moderno e alla vita di tutti i giorni, disegno entità, l’asfalto bagnato della pioggia…e tutto quello che mi colpisce e che cattura la mia attenzione.

A chi ti ispiri, quando disegni? Ci sono artisti e writers che stimi in maniera particolare, a cui ti ispiri e che ti hanno influenzato?
Mi ispiro principalmente ai miei amici (che sono Writers) Crisa, Newtone, Conan, Frode,  Weed, Dreyk, Posie ma anche agli amici che non lo sono, al lato umano delle persone e ai caratteri spontanei delle persone che mi stanno affianco.

Spesso collabori con collettivi. Com’è il mondo delle crew?
Il mondo delle Crew è spesso ostile e competitivo, anche se spesso con varie crew – tra le quali DK, RS’1, KS, P+ – ho avuto momenti di totale coordinamento e subito dopo ho terminato i lavori migliori.

A cosa aspiri e quali sono i tuoi progetti futuri?
Progetti futuri? Mostre, Mostre e Mostre!!! E più in là, qualche bella facciata di qualche palazzo decorata!!!!

Per saperne di più, visitate il suo sito internet http://www.manuinvisible.com/it/ dove è possibile trovare una panoramica più specifica dei suoi lavori.

di Daniele Messina

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Una risposta a Intervista allo street artist sardo Manu Invisible

  1. onirak ha detto:

    Dai un occhiata al mio blog! onirak.wordpress.com

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