FotoGrafia 2012: il mondo del lavoro e il lavoro nel mondo

Roger Ballen

È sempre imperdibile l’appuntamento con FotoGrafia – Festival internazionale di Roma, perché racchiude in sé le mille sfaccettature dell’arte fotografica: il vecchio e il nuovo, il classico e il futuro, il vero e l’artificiale, il bianconero e il colorato, il reportage e la finzione, l’inaspettato e la posa, il sorriso e il pianto, il movimento e la stasi, l’incomprensibile e l’ovvio. Parlano di questo i lavori presentati all’XI edizione della kermesse capitolina, allestita negli spazi del Macro Testaccio, che si riuniscono per cercare di elaborare il concetto del “Lavoro”, tema di quest’anno e argomento imponente degli ultimi tempi: in un periodo di crisi economica mondiale, di tassi di disoccupazione mai così alti, di giovani senza speranza e adulti senza sostanza, il lavoro ci annebbia e sfinisce, è il Sacro Graal della sopravvivenza, la pozza d’acqua in pieno deserto. E gli scatti che si srotolano come un racconto sulle pareti del Macro ci portano in un viaggio globale che ci riunisce e relega la questione a un’immagine fissa al muro: un racconto oggettivo – dunque per molti soggettivo – della propria esistenza e una visione d’insieme di quello che succede altrove, di quello che potremmo diventare, di quello che non sappiamo.

Jackie Nickerson

FotoGrafia 2012 espande, dunque, le nostre visioni e ci fa uscire dal nostro orticello – a volte drammatico, altre spumeggiante – che annaffiamo con cura. E ci perdiamo nei ritratti arbusiani di Roger Ballen, esploriamo l’alienazione della quotidianità lavorativa di Lars Tunbjörk, voliamo in Africa insieme ai contadini bellissimi e dai volti intensi di Jackie Nickerson e saltiamo sui furgoni a fare car pooling con i lavoratori messicani di Alejandro Cartagena (di cui Fools Journal vi aveva già parlato mesi fa: http://foolsjournals.wordpress.com/2012/05/30/le-foto-aeree-del-carpooling-messicano/). FotoGrafia 2012 è anche una finestra sul mondo: ci affacciamo sulla poesia delle bagnanti di Yto Barrada, scopriamo i ritratti vietnamiti di Christian Rodriguez, diamo un’occhiata alle esplosioni naturali della serie KA-BOOM di Andrea Botto e ci catapultiamo in Medio Oriente grazie agli scatti tragici e documentaristici – a mio parere, i più belli della mostra – di Jeroen Robert Kramer, che ci offre un affresco della vita in Libano, Giordania e Siria. Insomma, FotoGrafia 2012 non è solo un appuntamento per gli amanti dell’arte fotografica, ma anche uno spunto di riflessione, di conoscenza e – perché no – di emancipazione dal presente.

Jeroen Robert Kramer

di Daniele Messina

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Una risposta a FotoGrafia 2012: il mondo del lavoro e il lavoro nel mondo

  1. Dave ha detto:

    andare, andare, andare! grazie :)

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